1962 Milano, un giovane Bruno Munari, consulente della società Olivetti, con l’aiuto dei gruppi T e Enne proporrà al Negozio Olivetti la mostra Arte Programmata…

I due gruppi – Gruppo T di Milano formato tra gli altri da Giovanni Anceschi, Gianni Colombo e in un secondo tempo da Grazia Varisco, Gruppo Enne con Alberto Biasi e Toni Costa – avevano maturato e messo a punto le loro ricerche di matrice essenzialmente cinetico-percettiva realizzando opere pienamente compiute dove l’idea di “programmare” l’arte cavalcava la più grande rivoluzione della seconda metà del XX°: la rivoluzione informatica. Le loro ricerche andarono ben oltre i concetti generici di arte cinetica superati secondo loro negli ultimi anni e dovuti ad un attaccamento verso il passato ormai non più provocatorio.

Esterni ai due gruppi ma esposti ugualmente alla mostra fecero il loro ingresso artisti quali Enzo Mari, Getullio Alviani, Bruno Munari (maestro e mentore dell’iniziativa) e il Groupe de recherche d’art visuel di Parigi.

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Getullio Alviani, Superficie a testura vibratile 2 (opera programmata 3161), 1965 – Galleria Nazionale D’Arte Moderna, Roma

Parallellamente a Roma si formarono altri gruppi di ricerca, distinti e ben differenti dai gruppi del nord Italia: il Gruppo Uno e il Gruppo 63 dal quale nascerà il Gruppo Sperimentale P ( = puro) con Drei e Guerrieri, e l’Operativo “r” di Di Luciano e Pizzo.

La ricerca dei gruppi romani era diretta alla ricerca estetica che per quanto logica e scientifica rimarrà sempre intuitiva legata la linguaggio della pittura e della scultura, lasciando da parte l’integrazione tecnologica dei gruppi nordici.

Nel 1965 fu proprio Guerrieri con Drei, Glattfelder, ed Enrico Sirello a costituire un gruppo di ricerca volto alla ricerca programmata con base estetica nella mostra dibattito “Strutture significanti”.

Enrico Sirello, esponente di spicco delle avanguardie livornesi, riscopre la manualità dell’opera a carattere ideologico, opposta ad un sistema che vuole l’inattività mentale e fisica dell’uomo rigettando la tecnologia propria agli artisti dei gruppi del nord Italia, ritornando alle prime ricerche sul movimento e sul colore degli artisti precursori delle ricerche cinetiche come Vasarely, Alberts e Bill.

 

 

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