Studio Farnese – Roma, gennaio – febbraio 1970


CONTINUITA’, EVOLUZIONE, SIMBOLIZZAZIONE

L’architettura è tutto il mondo fisico modificato dall’uomo. Il termine di architettura ha perso la connotazione aulica e restrittiva di un tempo. Non è più soltanto “l’edificio” ,a un insieme di eventi in divenire: l’ambiente. Questo valore globale è fatto di costruzioni, di campi arati, di rumore, di movimento, di molti eventi aleatorici imprevedibili da noi provocati vivendo. Cadono così le barriere tra architettura e non architettura, tra architetti e non architetti. Tutti noi contribuiamo all’edificazione di questo mondo dove tutto l’ambiente fisico e le attività umane sono in continuità, dove ogni elemento acquista valore in funzione del tutto e viceversa.

la pianificazione aperta ed evolutiva s’inserisce in questo mondo che non teme l’aleatorio ma ad esso trae stimoli provocanti la fantasia. La pianificazione evolutiva vuole scoprire quelle soglie di silenzio così ricche di cose inattese dove l’atto progettare si arresta per permettere un’apertura all’espressione individuale.

L’atto dell’espressione è duplice: ci esprimiamo attraverso azioni e siamo espressi da simboli. La nostra epoca non ha e non può avere precostruiti segni architettonici che ne simboleggiano la cultura, come divennero l’arco, la trabeazione o la cupola. oggi più che mai, nella crescente entropia dei valori, abbiamo bisogno di simboli. Il nostro destino è di inventarne di nuovi per ogni nuova soluzione.

Queste idee sono espresse nei progetti urbanistici presentati nella mostra Manfredi Nicoletti, redatti tra il 1963 ed il 1969. In essi la dimensione urbana e quella architettonica si fondono nella ricerca di forme capaci di conferire una identità all’ambiente umano. Caratteristica comune a tali piani è l’utilizzo di megastrutture. La megastruttura è un grande contenitore edilizio multipiano, suddivisibile, come lo spazio urbano, in zone di caratteristiche e funzioni diverse. La città diviene dunque un mega-edificio, caratterizzato da una concentrazione di attività, una centralizzazione dei servizi, ed una facilità di ricambio sconosciute alla città classica. Le grandi piattaforme e spazi abitabili della megastruttura permettono una distribuzione estremamente libera ed eventualmente modificabile nel tempo. In tal modo, lasciando inalterata la struttura contenitrice, si attua quel rinnovamento urbano che è oggi pressamente richiesto dagli attuali, rapidi tempi di trasformazione. La megastruttura infine, per le sue eccezionali caratteristiche tecniche, si presta all’invenzione dei forme altamente simboliche che danno significato ed unità all’immagine urbana.

Cinque, i progetti presentati in mostra che sottolineano l’importanza e la fruibilità degli spazi nelle megastrutture: Centro di Servizi di Venezia nell’isola del Tronchetto (1963); Città Satellite del Principato di Monaco (1961-1966); Centro Residenziale e d’Affari di New York (1968-1969); Concorso per il Centro della Organizzazione Internazionale di Vienna (1969); Ponte Abitato ed Attrezzato attraverso lo Stretto di Messina (1969).

Mille Palazzi cuciti con l’acciaio (il volto di New York nel 2000)                                                L’Espresso – 28 Marzo 1971

nicoletti
Mille palazzi cuciti con l’acciaio (il volto di New York nel 2000)